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A Teatro

Politeama Pratese

 Il Teatro Politeama è la memoria, la perseveranza e l'audacia della storia italiana del teatro. La storia di questo teatro nasce nel 1914 quando Bruno Banchini, noto atleta pratese di pallone elastico, incaricò l'Ing. Emilio Andrè di redigere il progetto di un grandioso "Politeama, un teatro che fosse più bello e più grande di quanti ne esistevano". Passarono 11 anni perchè il suo sogno si realizzasse e nel 1924 venne dato l'incarico a Pierluigi Nervi per la copertura del teatro. Nervi era all'inizio della sua brillante carriera professionale ed ebbe l'audacia di sperimentare un materiale nuovo: il cemento armato. La copertura apribile del Politeama divenne immediatamente il suo simbolo di riferimento e ancora oggi è un pregevole esempio di tecnica ingegneristica. Il Politema è tutt'ora una delle strutture più grandi della Toscana. La riapertura ufficiale del teatro, avvenuta il 2 gennaio del 1999 con Tosca di Giacomo Puccini, interpretata da Madelyn Monti, diretta dal maestro Roberto Gabbiani, produzione apposita per il Politeama Pratese, ha avuto grande eco sulla stampa nazionale grazie anche alla particolare formula della public-company, assolutamente unica per l'Italia, ideata dall'infaticabile passione imprenditoriale di Roberta Betti.

 

 Indirizzo: Via Garibaldi n. 33 - 59100 PRATO

e mail:politeama@politeamapratese.com

web: www.politeamapratese.com

http://www.politeamapratese.com/programma_2008-2009poli.pdf

Teatro Metastasio

Il teatro venne realizzato in tempi rapidi e venne inaugurato l'8 ottobre 1830 con l'Aureliano in Palmira di Rossini. Il teatro presentava una particolare facciata ad andamento semicircolare perché costruita in curva seguendo l'andamento della strada principale in modo da evitare un orientamento diverso che avrebbe fatto prospettare l'ingresso su vicoli e stradine più angusti. All'interno la sala, a ferro di cavallo, non corrispondeva a quella attuale; 80 palchi erano suddivisi su quattro ordini e dal terzo si accedeva a un ampio salone di rappresentanza; non esisteva la fossa dell'orchestra e da un lato del palcoscenico si aprivano i camerini per gli artisti. L'arredo era in velluto rosso e contrastava volutamente con il bianco e il fregio d'oro della decorazione delle pareti e dei palchi. Le decorazioni pittoriche furono realizzate da Antonio Marini che dipinse a tempera anche il sipario con la scena di Romolo e Tazio nell'atto di unificare il popolo romano con quello sabino.
A pochi anni dalla sua costruzione il teatro ebbe bisogno di nuovi interventi: fra il 1850 e il 1852 le stagioni teatrali furono addirittura sospese per risistemare gli scenari, restaurare l'impiantito della platea e sostituire alcune travi del soffitto.
La sempre più costosa gestione del teatro indusse nel 1939 gli Accademici a vendere l'immobile al Comune di Prato che lo cedette in gestione all'Opera Nazionale Dopolavoro. Dopo la guerra, nonostante non avesse riportato particolare danni, cominciò la serie degli interventi volti a rimediare a un suo sempre più evidente degrado: dal 1956 al 1964 il teatro dovette sospendere la sua attività per l'opera di ammodernamento e restauro eseguita su progetto dell'architetto Nello Baroni. Dopo nuovi lavori di adeguamento alle norme di sicurezza vigenti realizzati alla metà degli anni '80 il teatro è giunto alla redazione attuale grazie ai lavori di restauro eseguiti su progetto dall'architetto Carlo Coppola.
Nonostante queste travagliate vicende il Teatro Metastasio ha svolto negli ultimi decenni un importante ruolo di polo teatrale d'avanguardia e di produzioni prestigiose.

Via Cairoli, 59
59100 Prato

tel. 0574 608501
dal martedì al sabato, ore 9.30/ 12.30 - 16.00/ 19.00

biglietteria@metastasio.it

http://www.metastasio.it/home.htm